Lettura animata – Giochiamo con la Rabbia

Lavorare sulle emozioni, anche in età infantile, è un’attività di prezioso supporto allo sviluppo psichico.

La nostra esperienza ci ha portato a verificare in tante situazioni di apprendimento la diretta relazione che esiste tra la componente affettiva e quella cognitiva.

Genitori e adulti di riferimento possono avere un ruolo importantissimo in questo. Sostenere le aspettative, le parole (anche quelle non dichiarate apertamente), la fiducia del bambino, possono avere un gran peso nella sua crescita,  facilitando l’esplorazione dell’ambiente e la spinta a conoscere il mondo.

L’azione didattica si soffermerà in particolar modo su ciò che il bambino prova in una precisa circostanza, per aiutarlo ad analizzare le diverse emozioni e sensazioni percepite fisicamente e dar loro un nome.

Il lavoro che si può fare con il bambino è quello di aiutarlo a dare un nome alle sensazioni che  prova, sostenerlo nella definizione delle emozioni esistenti e supportarlo a riconoscerle in sé stesso e negli altri.

Queste sono le basi di un lavoro interiore che durerà tutta la vita.

Allo spazio famiglia abbiamo pensato di partire con la rabbia, un’emozione che può spaventare i bimbi che la provano, ma anche gli adulti che la vedono mettere in azione. Questo perché è un’emozione intensa, potente e calda.

Riuscire a riconoscerla, a darle una forma e a gestirla la renderanno molto meno spaventosa e più affrontabile in autonomia dal bambino, che piano piano imparerà a non farsi più sovrastare.

Siamo partiti dal famosissimo libro “Che Rabbia” di D’Allance che ha fatto da stimolo per la successiva discussione con i bambini. Partendo dalla rabbia del protagonista Roberto ognuno ha dapprima descritto la propria rabbia, l’ha messa poi in scena attraverso la voce ed il corpo e come conclusione tutti insieme abbiamo trovato una strategia per farla tornare “piccola piccola nella sua scatolina”.

Per interiorizzare i concetti emersi abbiamo poi utilizzato un’attività di manipolazione. Ai bimbi è stata data una pallina di pasta di sale rossa con la quale hanno potuto dare forma ognuno alla propria rabbia. C’è chi l’ha fatta “Piccola piccola ma lunghissima” A. 3 anni e chi invece “Grossa Grossa con la bocca aperta, ma corta” L. 4 anni

Ognuno poi ha riportato a casa la propria rabbia, conoscendola un po’ di più, avendone un po’ meno timore e sapendo che può essere custodita, provata, riprovata, ridimensionata senza che niente di brutto accada.

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