Finisce la scuola: l’importanza dei rituali di passaggio

In questi ultimi giorni di giugno mi è capitato spesso di pensare a tutti quei bambini e ragazzi che si trovano ad affrontare un passaggio da un grado ad un altro nella scuola. Penso soprattutto ai bambini di 6 anni che affrontano il primo grande cambiamento, una grande tappa di autonomia.

I passaggi sono momenti fondamentali di crescita, carichi di aspettative, ma anche di timori. Ci sono le emozioni del bambino, che sente che sta cambiando, ci sono le emozioni delle mamme e dei papà che devono ricominciare o cominciare per la prima volta un lavoro di costruzione di fiducia con chi accoglierà il proprio bambino in un contesto nuovo.

Molto spesso nella frenesia delle giornate, nelle corse lavorative, nei mille impegni da adempiere ci si dimentica di fermarsi e di ascoltare quello che è il nostro sentimento rispetto al cambiamento ed anche quello che sta provando il nostro bambino.

Un tempo era la comunità ad accompagnare il bambino e l’adolescente lungo i cambiamenti, lo faceva attraverso i rituali di passaggio, momenti in cui veniva riconosciuta loro la propria identità, in cui ci si concentrava su di lui e sul qui e ora. Erano momenti carichi di significato dove si aprivano finestre di comunicazione con la parte più profonda del bambino, finestre grazie alle quali era possibile trasmettere significati, valori, messaggi transgenerazionali.

Ora rischiamo invece di farci sorprendere e a volte di cadere nel tranello di “spaventare” invece che di accompagnare. “E’ finito il tempo dei giochi” “Quando andrai alla scuola primaria dovrai lavorare duro” “Adesso si che bisogna impegnarsi”.

Queste frasi non aiutano il bambino a trovare dentro di sé la meraviglia del passaggio, della crescita, del cambiamento.

Prendiamoci del tempo per ripensare a come ci siamo sentiti noi, a quali erano le aspettative, le preoccupazioni. Aiutiamo i nostri figli a ritrovarsi anche nel cambiamento, con le proprie peculiarità, i propri talenti e soprattutto con l’entusiasmo. 

Per concretizzare questo momento la proposta è quella di costruire insieme a loro un piccolo ricordo, un oggetto che li accompagni, qualcosa di molto semplice ed immediato, ad esempio una scatolina, un barattolo con all’interno alcuni bigliettini su quello per cui sono grati degli anni trascorsi alla scuola dell’infanzia, un disegno da incorniciare sul ricordo che porteranno sempre nel cuore.

Accompagnate questo momento con un dialogo sincero, che non abbia scopi “educativi” ma solo di contatto tra il vostro cuore ed il loro, che gli dica che stanno cambiando, ma che voi li continuate a riconoscere.

“Amore sarà un’ avventura meravigliosa”, “Sono fiero, di te”, “La tua mamma, il tuo papà saranno qui e di qualsiasi cosa potremo parlare”

“Non temere, qualunque cosa accada con te ci sono io”.

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