ESPERI’enze: la pesca delle emozioni

A volte parlare di emozioni con i propri bambini può risultare difficile, soprattutto se si tratta di rabbia, tristezza, paura… emozioni con le quali anche noi adulti faticosamente facciamo i conti. Come sempre il gioco può venirci in aiuto. Se sentiamo il bisogno di approfondire lo stato d’animo di nostro figlio, se qualcosa non ci convince o se semplicemente pensiamo che sia necessario focalizzarci su quello che si muove “nella pancia” possiamo costruire la pesca delle emozioni.

Basterà stampare su un cartoncino le emoticons che rappresentano le emozioni di base (gioia, tristezza, paura, rabbia, disgusto), 3 o 4 per tipo, e aggiungere, se mancano, quelle di cui parlate più spesso in famiglia. Potete poi chiuderle tutte in un sacchettino e pescarne una a turno oppure comprando un nastro magnetico da applicare su un tappo di bottiglia ed un foglio magnetico sul quale incollare le faccine costruire una vera e propria canna da pesca.

La regola del gioco è semplice: a turno si pesca una faccina e si racconta agli altri quando ci si è sentiti così. Vedrete che attraverso il gioco e l’ascolto dei vissuti di mamma e papà i bambini troveranno voce per le emozioni più difficili da riconoscere e da elaborare. Buon divertimento!

Dal libro: INTELLIGENZA EMOTIVA PER UN FIGLIO: UNA GUIDA PER I GENITORI

“Prendere sul serio le emozioni dei bambini richiede empatia, notevoli capacità di ascolto, e il desiderio di vedere le cose dalla loro prospettiva.” John Gottman

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