CHIEDILO ALLA PEDAGOGISTA: LE RICHIESTE RIGIDE DEI BAMBINI

Quando…. Il bambino vuole decidere come fare le cose : capita che i bambini a volte ci chiedano di fare cose che per noi sono assurde. “Mamma devi sederti per terra”, “Solo papà deve mettermi i calzini”, “Non devi fare la doccia”, “mamma devi stare ferma lì”… Ma quando capita che queste richieste sono frequenti durante la giornata, ci sembra che siano rigide e il bimbo manifesta una vera e propria crisi se noi non lo assecondiamo, allora dobbiamo fermarci a riflettere.

Perché succede? I bambini ricercano nel fare e nelle routine rassicurazione. Quando non riescono a trovare rassicurazione nell’ambiente o nel ritmo che gli adulti di riferimento gli danno allora il bambino cerca di ricrearlo autonomamente, ma lo fa con gli strumenti che ha, cioè facendo richieste su come devono essere svolte le azioni per esempio. Se la sua richiesta di rassicurazione non viene soddisfatta allora reagisce con l’unico modo che conosce: il pianto non controllato. A volte succede che nonostante il genitore proceda con il soddisfare la richiesta del bambino lui comunque reagisca con la crisi di pianto. Come mai accade questo?  La parte emozionale del cervello del bambino è ancora in via di sviluppo, per questo la manifestazione emotiva del pianto prende il sopravvento e conduce il bambino nella perdita del controllo della situazione.

Cosa possiamo fare… sicuramente prevenire queste situazioni è l’ideale. Cerchiamo di dare al bambino indicazioni su come è organizzata la sua giornata. Rimaniamo generali e diamo al bambino descrizioni chiare e immediate ma non rigide. Lasciamo aperta la possibilità di sperimentare l’imprevisto. Rassicuriamo il bambino sulla nostra presenza, sul fatto che gli vogliamo bene e che ci siamo per lui. Se invece vi trovate già nel momento della crisi di pianto sicuramente l’urlata secca, il tentativo di distrazione, il proporgli degli ultimatum o il lasciare il bambino piangere da solo in una stanza non hanno un effetto benefico, in quanto il bambino non è aiutato nel suo tentativo di riprendere il controllo delle sue emozioni anzi aumenta la sua ansia. Più efficace invece è fargli sentire un contatto fisico rassicurante che gli trametta calma e sicurezza. Un abbraccio e delle carezze accompagnate da parole semplici e rassicuranti (ci sono io qui con te; ora passa tutto…) possono aiutare il bambino a riequilibrare il suo stato emotivo.

Non esiste un solo modo per superare il momento critico, ogni bambino ha il suo modo personale per superarlo e quello che funziona con un bambino potrebbe non andare bene per un altro. È importante che l’adulto riesca a trovare la modalità giusta per aiutarlo e se si è in difficoltà l’aiuto del Pedagogista può fare al caso vostro.

“Chiedilo alla Pedagogista” si propone come possibilità per confrontarsi con un professionista esperto d’infanzia sui dubbi o le domande che i genitori potrebbero avere nello svolgere il loro compito di mamma e papà.

Si potrà usufruire del servizio di consulenza telefonica gratuita contattando il numero 3479101625 il lunedì dalle 9.30 alle 11.00

La Dott.ssa Irene Centonze Pedagogista e Counselor metterà a disposizione la sua professionalità per aiutare i genitori che la contatteranno garantendo il rispetto della privacy per ogni consulenza offerta.

La consulenza telefonica offerta non è una terapia, non si sostituisce in alcun modo con la consulenza e il percorso che il genitore potrebbe avere in studio con un professionista.  Si propone come un primo contatto con il professionista, che offre ascolto e suggerisce la strada migliore da intraprendere facendo conoscere le tante possibilità che il territorio ha a disposizione.

 

Fonte immagine: Corriere della sera, disegno di Alberto Ruggieri

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